Studenti lavoratori. Perché questo titolo? Perché sento forte la necessità di sfogarmi con voi, dopo una settimana di corse al lavoro, di corse per prendere il treno, di corsi di lavoro, di corsi all’università, finalmente mi sono seduta e ho cominciato a scrivere. E’ veramente magnifico studiare, ma è una crudeltà studiare e lavorare. Qualcuno potrebbe dirmi: “hai voluto la bicicletta, ora pedala” oppure “non te l’ha ordinato certo il medico di iscriverti all’università”.Si avete ragione miei cari, ma a me sembra che noi studenti-lavoratori siamo penalizzati rispetto ai frequentanti a cominciare dagli orari dei corsi, ad esami orali anziché scritti, al materiale da portare e ad altro ancora.
Innanzitutto parlo anche di noi che abbiamo un’età diversa rispetto ai neo diplomati, che lavoriamo da molto e che di esperienza alle spalle ne abbiamo tanta. Noto che di formazione degli adulti soprattutto nella nostra facoltà se ne parli moltissimo, ma sono solo parole, nei fatti non ci sono molti riscontri, anzi se non siamo tenaci e ci facciamo strada con le unghie ed i denti l’emarginazione è assicurata, sia dai docenti che dai colleghi-frequentanti.Non so se sia la stanchezza, ma vorrei anche una vostra opinione in merito, le vostre impressioni i vostri commenti. E’ l’ora dell’autoformazione?
sabato 20 dicembre 2008
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Hai ragione, Lorenza, è duro soprattutto per una donna che ha anche dei figli. Si sa che il carico di lavoro della casa poggia soprattutto sulle sue spalle. Tieni duro, non ti scoraggiare perché alla fine avrai vinto solo tu. Quello che riuscirai ad apprendere sarà solo e soltanto tuo e di nessun altro.
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