E’ significativo notare come, sui temi della formazione e del suo legame con lo sviluppo, un approccio molto simile a quello della Banca Mondiale, che ha come suo campo di interesse i Paesi del Terzo Mondo, possa essere ritrovato nel Rapporto della Commissione delle Comunità europee, crescita, competitività, occupazione. Le sfide e le vie da percorrere per entrare nel XXI secolo, famoso come il libro bianco Delors, dal nome dell’allora presidente della Commissione.
Il libro bianco guarda ai paesi nei quali ha avuto origine il processo di industrializzazione ed è nato il capitalismo moderno, per aiutarli a rispondere alle sfide che provengono dalla concorrenza internazionale accrescendo la loro competitività.
Viene individuato come problema centrale che attanaglia il Vecchio Continente quello della disoccupazione, distinta in disoccupazione congiunturale, strutturale ed tecnologica. Al problema della disoccupazione, proprio per le nuove forme che esso assume, non è piu’ possibile rispondere con il vecchio assunto che è sufficiente incrementare il prodotto interno lordo, per far salire i livelli di occupazione: “La Comunità europea non ha saputo diffondere bene le possibilità di lavoro nonostante il pur notevole aumento della ricchezza prodotta”
La crescita economica non è quindi piu’ la sola risposta alla disoccupazione, è necessaria la realizzazione delle cosiddette “politiche attive del lavoro” e la prima fra le azioni al servizio dell’occupazione individuale dal Libro bianco è costruita dal puntare sull’istruzione e sulla formazione lungo tutto l’arco della vita. (La formazione nelle società post-industriali-Giuseppe Moro-ed.Carocci 2006)
sabato 20 dicembre 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento